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Parco Nazionale del Gran Paradiso: itinerari ed escursioni che suggeriscono cosa vedere


GIARDINO ALPINO PARADISIA
Il Giardino Alpino Paradisia, fondato nel luglio del 1955, si trova a 1700 metri di altitudine a Valnontey, Cogne; il nome prende origine dal “Paradisia Liliastrum”, il giglio di monte dai delicati fiori bianchi. Ospita circa 1.000 specie di piante e fiori di Alpi e Appennini, oltre ad alcuni esempi della flora di altri gruppi montuosi di tutto il mondo (Europa, Asia, America).
Il visitatore ha la possibilità di avvicinarsi alla natura, osservando e analizzando le piante che potrebbe incontrare durante un'escursione sulle montagne del Gran Paradiso, scoprendo il loro nome, confrontandole con altre simili, con l’obiettivo di imparare a riconoscerle e quindi, elemento fondamentale per il mantenimento di tutta la flora alpina, a rispettarle. Diversi itinerari e percorsi tematici permettono al visitatore di esplorare il Giardino Botanico Paradisia in modo attento e personalizzato, scoprendo caratteristiche, proprietà e curiosità delle varie specie di piante. All’interno del Giardino sono stati inoltre ricostruiti alcuni ambienti montani circostanti, come la vegetazione delle zone umide, delle morene, dei detriti calcarei. L’aiuto di numerose informazioni scritte (guide, schede illustrative) permette al visitatore di entrare in profondo e completo contatto con l’ambiente e la flora che l’accolgono in Paradisia.

CENTRO VISITATORI PNGP DI COGNE
Il Centro Visitatori del Parco Nazionale Gran Paradiso di Cogne è stato inaugurato nel corso del 2007. TutelAttiva Laboratorio Parco, questo il titolo del centro che si presenta ai visitatori come un “Laboratorio Parco”, un laboratorio di ricerca in cui studiare e capire gli eventi, approfondire la conoscenza dell’ambiente naturale e analizzare le scelte nel Parco per l’utilizzo e la gestione del territorio. La gestione di un’area protetta consiste nell'armonizzare la conoscenza dei dati con l’uso attento delle risorse, in un territorio in continua trasformazione.
L'evoluzione complessa e dinamica del Parco è presentata come in un laboratorio di sperimentazione, con modelli esplicativi, sistemi multimediali e giochi interattivi, numerosi giochi di ruolo, e un originale "spazio sensoriale" che offre ai visitatori la possibilità di apprezzare i profumi della natura e sentire i suoni caratteristici del bosco.
I temi sviluppati nello spazio del Centro Visitatori di Cogne sono: l'Acqua, con modelli che mostrano gli effetti dell’acqua sul territorio, illustrano alcuni eventi alluvionali e descrivono l'interazione tra gli insediamenti umani e gli aspetti idrogeologici, il Bosco e il Pascolo, con un’immersione “multimediale” nella vita del boscaiolo e la simulazione di scelte importanti per il mantenimento del bosco, la Fauna e l'Uomo, in cui approfondire le modalità di interazione tra uomo e animali. Il Centro oltre al naturale destinatario, il visitatore appassionato di natura, si rivolge anche alle scuole, in quanto l’esposizione, per gli argomenti trattati e le modalità di utilizzo interattivo, ben si addice alle visite di gruppi di studenti. Negli orari di apertura il Centro è presidiato da una Guida del Parco, in grado di fornire informazioni competenti e dettagliate per soddisfare ogni curiosità.

ALPINART
Alpinart è un centro per esposizioni temporanee dedicato alla cultura alpina, collocate all’interno del Villaggio Minatori, un tempo sede delle attività legate alla Miniera di Cogne. Un nuovo spazio espositivo di circa 600 mq, dotato della più moderna impiantistica, idonea ad ospitare mostre di alto livello da poco inaugurato. Il Villaggio Minatori assume così il ruolo di nuovo polo culturale per Cogne, affiancando al Centro Visitatori del Parco Nazionale Gran Paradiso la nuova struttura espositiva dotata della più moderna impiantistica ed idonea ad ospitare mostre di alto livello.

CENTRO VISITATORI PNGP RHEMES-NOTRE-DAME
Il Centro Visitatori del Parco Nazionale Gran Paradiso di Rhêmes-Notre-Dame propone ai suoi ospiti un’avvincente storia: il gipeto, il più grande avvoltoio europeo, torna a volare nei cieli del Parco Nazionale Gran Paradiso. La visita ripercorre, attraverso gli anni, tutte le tappe di questa storia: la drammatica estinzione, i piccoli passi verso l’emozionante ritorno e, forse, finalmente, l’auspicato lieto fine, con la presenza in pianta stabile nei nostri cieli di questo particolare uccello.
Il racconto proposto nel percorso espositivo è arricchito da numerosi testi, immagini e suoni, oltre ad alcuni giochi multimediali; di particolare interesse per il visitatore è la ricostruzione di un vero e proprio nido di gipeto su una parete rocciosa. Il centro di Rhêmes-Notre-Dame offre inoltre la possibilità di esaminare un "ossario", un dettagliato modello di volo planato, e altri elementi utili a far conoscere tutta l'avifauna presente nei territori del Parco.
Oltre all'esposizione permanente, il Centro Visitatori comprende un ufficio informazioni, una sala proiezioni e uno spazio per mostre temporanee. Negli orari di apertura il Centro è presidiato da una Guida del Parco, in grado di fornire informazioni competenti e dettagliate per soddisfare ogni curiosità.

CENTRO VISITATORI PNGP VALSAVARENCHE
Il Centro Visitatori del Parco Nazionale Gran Paradiso di Valsavarenche presenta diversi argomenti legati alla vita, alla sopravvivenza, alle attività, alla presenza sul territorio dei predatori che abitano il Parco Nazionale del Gran Paradiso.
L’elemento principale intorno al quale ruota la visita è la lince, presentata in un’analisi della rapida scomparsa di questo animale in Europa e della sua presenza attuale, grazie ad una progressiva e lenta ricolonizzazione che si è attuata a partire dagli anni '70. Qual è l’importanza dei sensi per un predatore nella vitale e quotidiana ricerca del cibo? In quale modo la presenza della Lince incide sulla distribuzione territoriale dei camosci all’interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso? Queste sono alcune delle domande alle quali si cerca di fornire una risposta completa e dettagliata attraverso la visita del Cento di Valsavarenche, utilizzando suoni e immagini che aiutano il visitatore ad analizzare la presenza e la vita dei predatori nel Parco.
La struttura espositiva del Centro presenta infine quattro diorami, che propongono la ricostruzione degli ambienti della Valsavarenche in cui vivono, e convivono, i piccoli e grandi predatori e le loro possibili prede. Negli orari di apertura il Centro è presidiato da una Guida del Parco, in grado di fornire informazioni competenti e dettagliate per soddisfare ogni curiosità.

MAISON DE COGNE GÉRARD-DAYNÉ

La Maison de Cogne Gérard-Dayné è uno dei maggiori esempi dell’architettura tradizionale valdostana; si tratta di un’antica casa rurale, di cui si trova traccia già in documenti del XVII secolo, che è stata donata dagli ultimi proprietari all’amministrazione comunale proprio per permettere il recupero e la fruizione di questa importante testimonianza dei tempi passati.
La casa si trova a Sonveulla, una delle zone storiche del paese, uno dei centri dai quali ha preso avvio la secolare storia di Cogne.
La costruzione, particolarmente complessa, mette in evidenza gli aspetti principali dell’architettura “di legno e di pietra” e gli spazi tipici della casa di Cogne: la visita guidata permette di ammirare la cor, spazio interno coperto che fungeva da ingresso, il beu, luogo della vita domestica e della coabitazione tra uomo e animale (che a Cogne si è mantenuta fino al XX secolo), la mézòn de fouà, nella parte in pietra della casa (pèira), zona di lavorazione del latte e dei prodotti alimentari per la famiglia. Le cantine interrate mostrano i luoghi della conservazione del cibo (formaggi, verdure, vino) durante i lunghi mesi invernali. Il grande fienile, con la sua imponente struttura fatta di robuste travi di legno, è stato adibito a spazio per esposizioni temporanee e ospita permanentemente una sala dedicata al costume di Cogne.
La visita guidata, oltre a mettere in rilievo l’architettura della maison, offre un racconto della “vita di una volta”, aiutando a capire come i nostri antenati sfruttavano gli spazi della casa e in che modo vivevano e sopravvivevano nel XVIII e XIX secolo. La Maison de Cogne Gérard-Dayné è dunque lo spazio di una visita suggestiva, unica nel suo genere; una riflessione sul passato e sulla vita dei nostri avi, una memoria che suscita emozione.

CASTELLO DI INTROD
Il Castello primitivo risale probabilmente al XII secolo; come il castello di Graines, all’origine consisteva in un mastio quadrato circondato da una cinta di mura.Verso il 1260 Pierre Sarriod d'Introd ampliò il castello primitivo che, in seguito alle modificazioni del XV secolo, assumerà la forma poligonale quasi arrotondata che lo distingue tuttora dagli altri castelli valdostani. Queste trasformazioni segnano l’apogeo del casato Sarriod, nelle cui mani erano state riunite le signorie di Introd e di La Tour (Saint-Pierre). Il Castello subì due rovinosi incendi nella seconda metà dell’800 e fu poi restaurato all’inizio del Novecento dal cavalier Gonella che si avvalse dell’opera dall’architetto Chevalley.
Sulla spianata di fronte al castello si è conservata una magnifica struttura, uno dei rari esempi pervenutici di costruzioni interamente in legno tipiche dell’architettura del basso Medioevo valdostano: è il granaio quattrocentesco, dove si immagazzinavano il grano e le sementi. Le due porte sono dotate di serrature in ferro battuto, entrambe databili all’epoca della costruzione; una, di particolare bellezza, rappresenta un castello. Di proprietà dei Conti Caracciolo di Brienza e concesso in comodato al Comune di Introd, la gestione del Castello è stata affidata alla Fondation Grand Paradis che ne garantisce la fruizione.

MAISON BRUIL DI INTROD
Maison Bruil di Introd è uno dei maggiori esempi dell’architettura rurale del Gran Paradiso. Si tratta di un’antica casa rurale a funzioni concentrate, costruita nel 1863: in essa, tutti gli spazi necessari alla sopravvivenza di persone e animali erano raggruppati sotto un unico tetto.
La casa fu edificata dalla famiglia Buillet, poi a cavallo del 1800 passò a Georges Bruil che compì molti interventi di sistemazione della struttura (restauro del tetto, costruzione della cor); la forma attuale è dunque frutto di una evoluzione architettonica complessa databile tra il 1683 ed il 1856, periodo in cui, a partire dall’originaria “casa a colonne”, diversi corpi di fabbrica si sono fusi a formare un unico nucleo.
La visita si snoda su tre piani fra i vari ambienti tipici della casa tradizionale riportati alla loro funzione originaria. La “crotta”, la ghiacciaia naturale, il “peillo”, le zone di essiccazione e i solai sono alcuni degli spazi a disposizione del pubblico che voglia approfondire la propria conoscenza sull’architettura tradizionale.

Esposizione “Conserver le souvenir...se souvenir pour conserver
L’esposizione “Conserver le souvenir…se souvenir pour conserver” ha l’obiettivo di far conoscere i prodotti tradizionali e l’evoluzione delle tecniche conservative nel corso secoli. L’allestimento dei diversi ambienti della casa di un tempo fornisce lo spunto per approfondimenti sul tema dell’alimentazione tradizionale, con testimonianze in dialetto e riproduzioni interattive. Nelle zone montane, come Introd, nei luoghi dove la terra riposa per lunghi mesi e non è coltivabile durante tutto l’anno, la popolazione ha potuto insediarsi soltanto dopo aver prodotto le risorse per cibarsi tra un raccolto e l’altro e aver studiato le modalità e i tempi di conservazione degli alimenti secondo principi fisici e chimici diversi: il freddo, la salatura, l’essiccazione, l’affumicatura, l’isolamento dall’aria e dalla luce.

Atelier du Goût Maison Bruil
Presso la Maison Bruil esiste uno spazio speciale riservato ai prodotti locali: l'Atelier du Goût.
Si tratta di una vetrina dove scoprire il territorio e i suoi prodotti in modo concreto e consapevole; attraverso presentazioni di prodotti e degustazioni sono messe in primo piano le tecniche e il contesto culturale in cui nascono un prodotto alimentare o un vino.
L'Atelier du Goût è lo spazio che fornisce una risposta alla crescente richiesta di attenzione verso le tematiche legate all'alimentazione e ai prodotti agroalimentari di qualità; ciò avviene grazie all'impiego della sfera sensoriale quale strumento di conoscenza, con un approccio diretto alle forme, agli odori, ai sapori e con un'interazione personale con vignaioli, casari, agricoltori, i veri protagonisti della specificità dei prodotti presentati.



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