Rimborso sul ritardo dell’aereo: cosa deve essere considerato?

Viviamo in un periodo storico in cui i viaggi in aereo sono diventati di routine: negli ultimi 20anni, infatti, il trasporto aereo ha registrato una crescita esponenziale, frutto anche dell'arrivo delle compagnie low-cost che hanno di fatto reso gli spostamenti per via aerea accessibili per tutti. Con l'aumento del traffico e delle compagnie da gestire è stato inevitabile un incremento delle problematiche a carico dei passeggeri, che spesso devono fare i conti con ritardi e cancellazioni dei voli.

Ovviamente, le compagnie aree si adoperano per limitare al minimo i disagi e i problemi ai passeggeri, attuando strategie di contenimento per i ritardi ma questi sono spesso inevitabili. Sono tante le cause che possono portare al ritardo o alla cancellazione di un volo, alcune di queste sono al di là delle responsabilità della compagnia aerea, come per esempio le avverse condizioni meteo, gli scioperi aeroportuali e altre situazioni che non possono essere imputate, per dolo o per colpa, alle dirette volontà del vettore.

Cancellazione e ritardi

In alcune circostanze, invece, le cancellazioni e i ritardi sono da ascrivere alla responsabilità, diretta o indiretta, della compagnia: è il caso dei guasti ai velivoli, del protrarsi delle operazioni di manutenzione, della disorganizzazione e di tutte quelle fattispecie che, in un modo o nell'altro, derivano direttamente da una negligenza della compagnia aerea.
I ritardi e le cancellazioni, nonché i negati imbarchi, causano inevitabilmente un disagio nel passeggero, qualunque sia il motivo del suo viaggio.

Ancor più complicata è la situazione dei voli composti, ossia quelli che implicano uno scalo per raggiungere la meta finale. Non di rado, infatti, per effettuare un collegamento da A a C, il passeggero deve prima fare scalo a B, dove prende un altro aereo per concludere il viaggio. Se il primo aereo accumula un ritardo tale da impedire al passeggero di salire sul secondo, o eventualmente sul terzo, cosa succede? A queste e ad altre domande simili rispondono siti di settore come RisarcimentoVolo.it, che aiuta i passeggeri a dirimere le situazioni più complesse e ad avviare le operazioni di risarcimento previste dalla legge, offrendo supporto e assistenza per tutte le pratiche di rimborso.

Come deve comportarsi il passeggero?

Tra le situazioni più complesse c'è senz'altro quella che coinvolge i passeggeri che, per loro sfortuna, si trovano a fare i conti con collegamenti composti. Infatti, capita spesso che per i collegamenti a più ampio raggio sia necessario effettuare uno scalo in un aeroporto intermedio. Va da sé, quindi, che aumentando il numero di aerei che è necessario utilizzare per compiere il viaggio, aumenti anche il rischio di cancellazioni. Qualora uno dei due aerei subisca un ritardo tale da pregiudicare il proseguo del viaggio o venga direttamente cancellato dalla compagnia aerea, come deve comportarsi il passeggero?

Ovviamente, chi è incorso in una simile fattispecie ha diritto a essere risarcito, sempre e comunque, perché sia in caso di ritardo, che soprattutto di cancellazione, al passeggero viene impedito di raggiungere la destinazione finale per la quale lui ha pagato il biglietto. Questo vale esclusivamente per i viaggi per i quali il passeggero ha stipulato un unico contratto di viaggio che prevede più tappe per il raggiungimento della destinazione finale: se il passeggero ha acquistato biglietti separati, realizzando un viaggio composito fai-da-te, decade ogni fattispecie di "coincidenza" ma il rimborso è dovuto solo per il ritardo, se supera le due ore, per la cancellazione o il negato imbarco.

Il primo elemento da prendere in considerazione per calcolare l'entità del rimborso dovuto per la perdita di una coincidenza di un viaggio è la distanza.

Quando ci si trova a effettuare questi calcoli con voli diretti, la questione è molto semplice ma si complica quando il viaggio è diviso. In questo caso, la distanza va calcolata su quella effettiva che intercorre tra il primo aeroporto e l'ultimo o va calcolata sulla base delle miglia per ogni tratta? Questo è un dubbio fondamentale per la compilazione di una corretta richiesta di risarcimento.

Secondo le norme e le direttive previste dall'Unione Europea, la distanza va calcolata tra il punto di inizio del viaggio e la destinazione finale. Infatti, considerando che il passeggero ha stipulato un unico contratto di viaggio, la fattispecie che questo preveda delle soste intermedie è irrilevante, dal momento che quel che conta è la destinazione finale del viaggio. La Corte di Giustizia Europea è recentemente intervenuta in merito, sentenziando che, viste le modalità di questi viaggi, il volo va considerato diretto, escludendo dal computo le soste intermedie.

Quindi, anche se l'aereo effettua uno o più scali, questi non vanno considerati ma va calcolata la rotta ortodromica dal punto A al punto C. La rotta ortodromica è un'ideale linea retta che collega l'aeroporto di partenza da quello di atterraggio: sulla base di questa vengono calcolate le fasce chilometriche per il rimborso.

La compensazione pecuniaria per i passeggeri che sono stati vittime di ritardi, cancellazioni e negati imbarchi varia tra 250 euro e 600 euro, in base alla fascia chilometrica:

  • 250 euro di risarcimento per voli entro i 1500km
  • 400 euro di risarcimento per i voli tra i 1500 km e i 3500 km
  • 600 euro di risarcimento tutti i voli che superano i 3500 km

Il passeggero può anche chiedere servizi supplementari a scelta tra:

  • volo sostituivo
  • rimborso del biglietto
  • rimborso del biglietto oggetto del contendere e nuovo biglietto per tornare al punto di partenza.

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