Nelle aree geografiche caratterizzate dal clima Mediterraneo si praticano da tempo l’agricoltura e l’allevamento; laddove non vi siano campi coltivati cresce una vegetazione sempreverde detta macchia mediterranea o chaparral o bush, formata soprattutto da arbusti e cespugli come il rosmarino, il ginepro, la ginestra, l'oleandro, il pino marittimo e l'olivo.

Gli ecosistemi mediterranei sono contraddistinti da uno sviluppo circoscritto poiché, ad una indubbia lontananza dalla costa, l'effetto mitigatore del mare o dell'oceano si indebolisce e il clima si fa continentale.

Zone a clima mediterraneo

Alcune aree che si trovano vicino ai Tropici mostrano un clima simile a quello mediterraneo, considerato clima subtropicale ed hanno un ecosistema che corrisponde per caratteristiche a quello mediterraneo. Tali aree si estendono in:

  • America del Nord e più precisamente la costa Californiana centrale e meridionale.
  • America meridionale e più precisamente l’area del Cile centrale delimitata dalla Cordigliera delle Ande.
  • Africa meridionale e più precisamente una piccola area costiera nella parte sudoccidentale del Sudafrica
  • Australia e più precisamente due regioni diverse: zona sudovest del paese del Western Australia e territorio ad est della Grande Baia Australiana.

I climi delle due zone temeperate, Australe e Boreale, si alternano in base alle quattro stagioni. Qui i raggi solari non sono perpendicolari per cui l’ambiente non si surriscalda. Queste zone sono interessate da un clima temperato caldo con inverni miti e piovosi, ed estati calde e asciutte.
In genere le piogge si distribuiscono durante l’anno in maniera variabile. All’interno di queste zone si riscontra anche una varietà di situazioni climatiche: clima temperato freddo o fresco e umido, clima temperato caldo (mediterraneo) in quelle regioni esposte sul mare.

Caratteristiche di questi ambienti

Gli ecosistemi mediterranei si sviluppano nelle zone occidentali dei paesi che si affacciano sull’Oceano e che si situano intorno al 35° parallelo o al massimo si estendono sino al parallelo 45 verso i poli e al 30° parallelo verso l’Equatore.

Come detto prima, nelle regioni temperate calde, troviamo una vegetazione che cresce spontaneamente con alberi e arbusti aromatici sempreverdi, la macchia mediterranea.
Fanno parte di questa vegetazione anche le piante dalle foglie piccole e resistenti, sugheri, lecci e pini. Veramente tipici sono le piante di ulivo e la vite che sono adatte ad affrontare sia le estati aride che gli inverni freddi.
L’alternanza delle stagioni, ed in particolare quella secca e quella piovosa, influenzano anche i fiumi, soprattutto quelli più piccoli. D’estate si asciugano e d’inverno si ingrossano determinando, spesso, delle inondazioni. La conseguenza della siccità estiva sta nell’impossibilità della vegetazione di crescere.
L’allevamento ne viene influenzato: è il caso della transumanza, quando le mandrie di ovini vengono condotte verso le pianure in inverno e verso le montagne in estate.
Per quanto riguarda la fauna, in questo ecosistema vivono gli uccelli migratori come le rondini, i gabbiani, gli aironi e le cicogne. Anche il mare, è abitato da pesci tipici del Mar Mediterraneo come il pesce azzurro di cui fanno parte, ad esempio, le sardine, le alici e lo sgombro.

Differenze tra ecosistemi

Le zone continentali interne sono caratterizzate da distese di praterie, dove crescono piante erbacee basse. Qui, a causa della scarsità di piogge e non trovando il giusto terreno, gli alberi non crescono. Le praterie si estendono in America settentrionale, in Argentina (pamapas), in Australia e nella zona compresa tra l’Europa dell’est e la Mongolia.
In alcune zone costiere continentali dove il clima è fresco e umido, sono diffuse le foreste di latifoglie, cioè di alberi come faggi, querce e aceri. Queste sono le regioni temperate fresche e durante l’autunno si assiste al fenomeno della caduta delle foglie da questi alberi ad alto fusto.

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group